«Balocchi e profumi»

(E. A. Mario, 1928)





Tutta sfolgorante è la vetrina
Piena di balocchi e profumi.
Entra con la mamma la bambina
Tra lo sfolgorio di quei lumi.
"comanda, signora?"
"cipria e colonia cotì(y)".

"mamma", mormora la bambina
Mentre pieni di pianto ha gli (agli) occhi,
"per la tua piccolina
Non compri mai balocchi,
Mamma, tu compri soltanto
I profumi per te".

Ella, nel salotto profumato
Ricco di cuscini di seta,
Porge il labbro tumido al peccato
Mentre la bambina indiscreta
Dischiude quel nido
Pieno d'odor di cotì(y).

"mamma", mormora la bambina
Mentre pieni di pianto ha gli (agli) occhi,
"per la tua piccolina
Non compri mai balocchi,
Mamma, tu compri soltanto
I profumi per te".

E si (Esile), agonizza la bambina,
Or(a) la mamma non è più ingrata.
Corre a v(u)otar tutta la vetrina
Per la sua figliola malata.
"amore mio bello,
Ecco i balocchi per te".

"grazie" mormora la bambina,
Vuole toccare quei balocchi,
Ma il capo già reclina
E già socchiude gli occhi.
Piange la mamma, pentita,
Stringendola al cuor!


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