«I passi che facciamo»

(L. De Crescenzo - P. Leon)





Nessuno sa il principio, 
nessuno sa il futuro, 
oscuro come l'ombra
contro il muro

Arresa e consumata
ridotta ad un bisbiglio
la voce di una donna,
la foto di suo figlio

Caduto in uno spasimo, 
rapito al suo cammino.
spezzato dentro a un piatto, 
pane e vino

Dove portano i passi che facciamo...
Dove portano i passi che seguiamo...


Nessuno sa il principio, 
nessuno sa la fine
guardar marcire i frutti 
per masticare spine

nel buio delle viscere 
il morso del dolore
per gli occhi di un bambino 
cresciuto nel rancore

Lasciato solo al bivio, 
trovato dal destino:
chi carica il cannone
chi scappa nel mirino

Dove portano i passi che facciaomo...
Dove portano i passi che seguiamo...


Nessuno sa il principio,
nessuno sa il futuro, 
che aspetta, come l'ombra
contro il muro

E non sàrа un bastone 
né il fumo di un fucile 
a fare forte un uomo,
a farlo meno vile

gli basterа una lacrima, 
limpido segnale 
che può sentire amore,
che può fuggire il male

Gli basterà una lacrima, 
visibile cammino 
dal fono della notte al
chiaro del mattino

Dove portano i passi che facciamo...
Dove portano i passi che seguiamo...
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