«L'arcobaleno»

(Mogol - Gianni Bella, 1999)





Io son partito poi così d'improvviso
che non ho avuto
il tempo di salutare
l'istante è breve
ancora più breve
se c'è una luce
che trafigge il tuo cuore.

L'arcobaleno è il mio messaggio d'amore
può darsi un giorno ti riesca a toccare
con i colori si può cancellare
il più avvilente e desolante squallore.

Son diventato sai il tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vibro dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso.

Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valigie pesanti


Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire.

Son diventato sai il tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vibro dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso.

Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire.
Ascolta sempre solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire.
Ascolta sempre solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire.
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