«Specchi riflessi»

(G. Donzelli - V. Leomporro, 1998)





Non puoi ferirmi più
adesso che non sei
più dentro ai sogni miei, non puoi
amica mi ritorni
se vuoi, sbarrando i limiti
non senza inibizioni che sciolgo ormai

Ah, io e te, come siamo andati d'accordo
non so più
noi due specchi in contro riflessi, ma
lontani
in un gioco di intermittenze e di vuoti 
strani
sospesi in aria allo stesso piano
come due palloni di gas con uno spillo in
mezzo
e tenuti in volo da un vento costante e
lento
che ad un primo cambio di verso li scoppi,
così,
da un lato o dall'altro


lo non vorrei che tu
gettassi ancora idee
con fiumi di parole, per noi
io non direi che sia
difficile così com'è
ma lo sarebbe certo, se fossi qui

Ah, io e te, ma che tempo abbiamo
lasciato non so più
noi, due oasi in un deserto di allegrie
con di tanto in tanto miraggi di poesie
presi dal vento allo stesso modo
con la sabbia che dalle dune ci viene
incontro
ed all'acqua limpida e chiara rapisce il
posto:
noi, un gusto perso nel tempo, un odore
che poi
con l'aria se ne va
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