Журнал «Bolero», №698, 1960 год


24.000 поцелуев в ожидании увольнения в запас

A Torino, in una camerata della caserma, che ospita la seconda compagnia del Settimo Reggimento d'Artiglieria, c'è un soldatino che, come il protagonista d'una famosa canzone napoletana, cerca di consolarsi della "naja", canterellando fra sè e sè, a bassa voce. E' Adriano Celentano che, com'è noto, dal 20 marzo di quest'anno si trova sotto le armi e dovra restarci fino all'agosto dell'anno venturo. Benché egli oggi sia uno dei più applauditi interpreti dei nuovissimi ritmi, i suoi superiori non concedono alcuno strappo disciplinare alla sua notorietà. Finora ha ottenuto solamente due brevi permessi per recarsi a Milano dove doveva incidere certi dischi.

"E' giusto" ammette Adriano "il regolamento dev'essere uguale per tutti"

Ma non può reprimere un sospiretto. In autunno però gli verrà concessa una licenza d'una certa durata. Egli potrà così precipitarsi a Roma per prendere parte a un film diretto da Piero Vedovelli e intitolato Ventiquattromila baci. Di questo film Celentano sarà il principale interprete e vi lancerà una sua nuovissima canzone che avrà il medesimo titolo del film. Ma Ventiquattromila baci non potrà essere presentato in pubblico che quando Adriano verrà congedato. E' la condizione "sine qua non" imposta dalle autorità militari.

Русский перевод можно найти здесь.

Bolero, 1960

 

Фото и итальянский текст прислала Primavera.

 

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